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Vinincontro 30 SETTEMBRE - 1 OTTOBRE 2006
Nella storica cornice del Ricetto di Candelo, degustazioni di vini biellesi e piemontesi. Formaggi e dolci della nuova provincia di Biella. Vino, sapori e musica delle enoteche del Piemonte e dell'Alta Savoia. Laboratori del gusto Slow-Food. Itinerario ecomuseale dentro e fuori le mura . Musica jazz e teatro di strada tra le rue; musica bandistica, Vetrine di Vinincontro.
Il Ricetto di Candelo è una struttura fortificata tardo-medievale (XIII - XIV sec.) realizzata dalla comunità contadina locale, senza alcun intervento feudale, su un fondo in origine proprietà dei nobili Vialardi di Villanova e poi riscattato dai Candelesi. In origine, il ricetto doveva fornire protezione stabile alle cose più preziose della comunità, ossia i prodotti della terra. In primo luogo le granaglie e il vino. Solo in casi estremi di pericolo, e per breve tempo, anche la popolazione vi si rifugiava.
Il ricetto è a pianta pseudo-pentagonale, occupa una superficie di circa 13.000 mq ed è cinto da mura difensive costruite con ciottoli di torrente posti in opera a "spina di pesce" (opus spicatum); agli angoli garantivano la difesa quattro torri rotonde e, a metà del lato nord, una torre quadra da cortina. Il segreto delle splendide condizioni di conservazione del monumento e che fanno sì che esso possa essere considerato un "unicum" del suo genere, consiste nell'uso totalmente contadino che se n'è fatto fino a tempi molto recenti ed in parte ancora oggi. Il ricetto di Candelo, a differenza di molti analoghi monumenti che costellavano il Piemonte (più di 200, di cui 112 nel Biellese, ora in gran parte scomparsi o fortemente trasformati) ha subito, nel complesso, pochi rimaneggiamenti. E' stato oggetto di approfonditi studi anche da parte di università straniere ed è fra i meglio conservati in Europa. Oggi l'atmosfera che si respira per le "rue" è ancora intatta: i suoi momenti di silenzio e di quiete suggeriscono magiche sensazioni di un antico mondo contadino che forse non è più. Il vocabolo "receptum" aveva nella lingua latina e mantiene in periodo basso-medievale il significato letterale di "rifugio". Compare nelle fonti scritte dell'area piemontese solo alla fine del XII secolo, in concomitanza o in alternativa a "castrum" e "castellum" attinti dal lessico latino. Con varianti più o meno dirette, quali "rezetum" o "reductum", il vocabolo è ripreso negli attestati notarili ancora nel XVI secolo mutando successivamente in "ricetto" o "recetto".
Da Milano/Torino: autostrada A4, uscita casello di Carisio, statale 230, bivio per Candelo. Da Genova: autostrada A26, uscita casello Vercelli, statale 230, bivio per Candelo oppure uscita casello Santhià, statale 143 per Biella). Aereoporto di Cerrione: km 12 Candelo è raggiungibile anche con autobus (linea Biella-Vercelli) e con il treno (Biella-Santhià).
Giancarlo Pastore
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